Trump allenta le sanzioni e importa diesel russo: accordo con Putin a pochi giorni dal voto
Trump allenta le sanzioni e importa diesel russo per ridurre i costi del carburante negli USA. Scopri tutti i dettagli dell'accordo con Putin.
di Redazione Seconda Lettura 10 ottobre 2026 3 min di lettura
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato venerdì 10 ottobre 2026 un accordo con il suo omologo russo, Vladimir Putin, per la fornitura di diesel russo al mercato americano, segnando un allentamento delle sanzioni sui carburanti imposte a Mosca. L'intesa arriva a pochi giorni dalle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, previste per il 3 novembre, e in un momento in cui il prezzo del diesel ha raggiunto i 6,53 dollari al gallone, con un impatto significativo sui settori dei trasporti e dell'agricoltura.
Trump ha reso noto l'accordo in una dichiarazione dopo una telefonata con il leader russo, affermando che i due Paesi lavoreranno insieme per ridurre i costi del carburante per i cittadini americani. "Ho appena concluso un colloquio di grande successo con il presidente russo Vladimir Putin, che ridurrà i prezzi del diesel per il popolo americano", ha scritto il capo della Casa Bianca, aggiungendo che "gli Stati Uniti e la Russia lavoreranno insieme per abbassare i prezzi del carburante, riducendo l'inflazione e facendo risparmiare denaro agli americani".
L'annuncio è stato confermato da Mosca. Secondo quanto riportato dalla testata russa RBC, il vicepremier russo Alexander Novak ha dichiarato che la Russia riprenderà la produzione di diesel per l'esportazione e invierà ai mercati statunitensi 300.000 tonnellate di carburante a ottobre, 500.000 tonnellate a novembre e 1.000.000 di tonnellate in seguito. Il volume potrebbe aumentare fino a 3.000.000 di tonnellate se le raffinerie russe saranno in grado di sostenere la produzione.
Novak ha affermato che, durante la telefonata, Putin ha confermato a Trump la disponibilità della Russia a fornire petrolio e prodotti petroliferi ai mercati americani e mondiali, sottolineando che la Federazione Russa è pronta ad aumentare ulteriormente le forniture "nella misura in cui le sue raffinerie e le infrastrutture logistiche saranno in grado di produrre e consegnare carburante aggiuntivo".
Allentamento delle sanzioni e reazioni internazionali
L'accordo ha suscitato reazioni contrastanti negli Stati Uniti e all'estero. L'amministrazione Trump ha contestualmente allentato le sanzioni sui carburanti russi, con il Dipartimento del Tesoro che ha rilasciato una licenza generale temporanea attraverso l'Office of Foreign Assets Control (Ofac) per consentire la fornitura di carburante russo al mercato globale.
La decisione è stata criticata dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky e da alcuni alleati europei, che hanno espresso preoccupazione per la riapertura di un canale di entrate per Mosca mentre la guerra in Ucraina continua. Zelensky ha definito l'allentamento delle restrizioni "una decisione indegna e disonesta", sostenendo che i proventi delle vendite di carburante andranno a finanziare la guerra contro l'Ucraina. "Revocare o allentare le sanzioni su petrolio e gas è debolezza", ha scritto Zelensky su X (ex Twitter). "Putin ripagherà con terrore".
Negli Stati Uniti, l'annuncio ha sollevato critiche anche da parte di alcuni membri del Congresso, che hanno messo in dubbio l'opportunità dell'accordo alla luce delle sanzioni ancora in vigore e dell'impatto della guerra in Ucraina. L'amministrazione ha difeso la decisione sostenendo che l'intesa punta a ridurre i costi energetici domestici senza compromettere il sostegno a Kyiv.
Negoziati di pace e prospettive diplomatiche
L'intesa energetica arriva mentre gli Stati Uniti, l'Ucraina e gli alleati europei cercano di definire una proposta comune per porre fine alla guerra. Nei giorni scorsi si sono svolti a Miami colloqui tra i principali negoziatori delle tre parti, con gli emissari statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner al centro delle discussioni, affiancati da delegazioni di Kyiv e da rappresentanti europei e della NATO.
Secondo fonti diplomatiche, i colloqui si sono concentrati su garanzie di sicurezza, piano di ricostruzione, adesione all'Unione Europea e questioni territoriali. L'obiettivo dichiarato è quello di giungere a una proposta condivisa da presentare al tavolo negoziale con Mosca.
Nonostante l'intesa sul diesel, Putin ha escluso una ripresa immediata dei negoziati di pace dopo la telefonata con Trump. Il leader russo ha dichiarato che non esistono le premesse per un accordo con Kyiv in questa fase, pur ribadendo la disponibilità a fornire carburante ai mercati mondiali.
Fonti
Temi Dal Mondo