Spazio, cresce la filiera italiana ma il nodo è la sicurezza
La filiera italiana della Space Economy cresce, ma la sicurezza delle infrastrutture è fondamentale. Scopri le sfide e le opportunità per il futuro.
di Redazione Seconda Lettura 22 settembre 2026 2 min di lettura
La Space Economy non è più solo una frontiera tecnologica. È diventata una questione di sicurezza nazionale. È il messaggio emerso dagli Stati Generali della Space Economy, ospitati il 21 settembre 2026 alla Casa dell’Aviatore di Roma, che hanno riunito rappresentanti delle istituzioni, della Difesa, dell’industria e della ricerca per fare il punto sulle esigenze del sistema spaziale italiano, sulla sicurezza delle infrastrutture, sulla resilienza, sul dual use e sulla disponibilità del dato.
Ad aprire i lavori, attraverso un videomessaggio, è stato il ministro Adolfo Urso. A portare i saluti del ministro della Difesa Guido Crosetto è stato invece il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, generale Antonio Conserva, che ha indicato il dominio spaziale come una delle priorità strategiche del dicastero e ha chiarito che la protezione delle infrastrutture spaziali e dei servizi che da esse dipendono è oggi “una necessità e non più una scelta”.
Il motivo è semplice: comunicazioni, disponibilità del dato e capacità operative dipendono sempre più dai servizi spaziali. E se cresce la dipendenza, cresce anche la necessità di proteggere le infrastrutture a terra e costruire sistemi capaci di resistere a interferenze e attacchi cyber.
Su questo punto è intervenuto anche il presidente dell’Intergruppo parlamentare per la Space Economy, Andrea Mascaretti, secondo cui la sovranità tecnologica si misura anche nella capacità di prevenire le minacce, resistere a un attacco e mantenere operative le infrastrutture e i servizi spaziali essenziali anche in condizioni di crisi.
Il rapporto tra Difesa, sicurezza e spazio è stato definito dal commissario straordinario dell’ASI Mario Cospito “un nodo cruciale per il futuro e per la sovranità nazionale ed europea”. L’amministratore delegato di Elt Group, Domitilla Benigni, ha sottolineato anche il ruolo dello spettro elettromagnetico e dell’intelligence, ricordando che la capacità di trasformare dati, segnali e tecnologie in consapevolezza operativa, autonomia strategica è decisiva.
Ma la Space Economy non riguarda solo la Difesa. La direttrice dello Space Economy Evolution Lab di SDA Bocconi, Simonetta Di Pippo, ha riferito che il mercato commerciale della Space Economy continua a crescere e che, secondo i dati di Space Foundation, la Space Economy globale ha raggiunto 626,4 miliardi di dollari nel 2025. Allo stesso tempo, il 54% della spesa governativa mondiale per lo spazio è destinato alla difesa.
La filiera spaziale italiana, dal canto suo, continua a crescere: tra 2021 e 2024 il fatturato è passato da 1,9 a 3,1 miliardi di euro, mentre gli occupati sono passati da 5900 a 8900. E le tecnologie dual-use, cioè quelle che possono avere applicazioni sia civili sia militari, diventano sempre più rilevanti.
“Ucraina e Medio Oriente hanno reso evidente il peso assunto dalle costellazioni satellitari nei conflitti contemporanei”, ha spiegato ancora Mascaretti. “Per questo è fondamentale rendere più resilienti satelliti, centri di controllo, stazioni terrestri e reti di comunicazione”.
Nel corso dell’evento è stato presentato anche un nuovo distretto per aerospazio, difesa e sicurezza nel Lazio, che si propone di mettere insieme università, industria e istituzioni per sostenere la crescita della Space Economy e delle tecnologie spaziali.
Fonti
- formiche.net: Dati, sicurezza e tecnologie dual use. La sfida strategica della Space Economy
- zazoom.it: Dati sicurezza e tecnologie dual use La sfida strategica della Space Economy
- fortuneita.com: Space economy italiana, sfida tra sicurezza e sovranità tecnologica - Fortune Italia
- iltabloid.it: Trieste, spazio e tecnologie subacquee per un ecosistema strategico integrato
Temi Sicurezza