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Sicilia, Schifani prende tempo: "Deciderò domani se dimettermi

La crisi politica in Sicilia si intensifica: Schifani annuncia domani la sua decisione sulle dimissioni. Scopri le ultime novità e le possibili conseguenze.

di Redazione Seconda Lettura 8 ottobre 2026 2 min di lettura

Sicilia, Schifani prende tempo: "Deciderò domani se dimettermi
Illustrazione generata con intelligenza artificiale

La crisi politica in Sicilia si fa sempre più tesa. Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha annunciato di voler prendere tempo fino a domani prima di decidere se dimettersi dalla carica, riportano diverse testate tra cui la Repubblica. La decisione arriva in un momento particolarmente delicato, segnato dall'inchiesta che coinvolge Gaetano Armao, ex consigliere giuridico del governatore, e da uno scontro interno al partito con il commissario regionale di Forza Italia, Nino Minardo, e il segretario nazionale Antonio Tajani.

Questa mattina, Minardo ha rilasciato dichiarazioni pubbliche che hanno ulteriormente alimentato la tensione. "Bisogna avere il coraggio di cambiare", ha affermato, sottolineando che il cambiamento non è una sua opinione personale ma una richiesta che arriva dal partito dopo mesi di ascolto e confronto. Le sue parole sono state interpretate come un segnale di sfiducia nei confronti di Schifani, mettendo in evidenza una frattura interna sempre più profonda.

L'inchiesta su Armao ha avuto ripercussioni immediate sul governo regionale. Secondo quanto riportato da il Fatto Quotidiano, Armao era stato in passato capo della Cts, la commissione tecnica specializzata nelle autorizzazioni ambientali. Il coinvolgimento nell'indagine ha sollevato interrogativi sulla tenuta dell'esecutivo e sulla gestione delle nomine all'interno della Regione.

All'interno di Forza Italia, intanto, si ragiona già su possibili alternative. Tra i nomi circolati nelle ultime ore ci sarebbero lo stesso Nino Minardo e il vice presidente della Camera, Giorgio Mulè. Alcune indiscrezioni, riferite da la Repubblica, ipotizzano anche una possibile uscita concordata di Schifani, che potrebbe lasciare Palazzo d'Orléans per fare ritorno a Palazzo Madama, consentendo al partito di avviare una nuova fase.

Domani, intanto, si apre un'altra pagina delicata. La commissione regionale Antimafia inizierà le audizioni nell'ambito dell'indagine sull'appalto per la security negli ospedali, e il governatore è stato indicato come il primo ad essere ascoltato. Sempre domani, Schifani ha convocato la giunta regionale a Palazzo d'Orléans per discutere dei "provvedimenti più urgenti", una mossa che molti osservatori leggono come un tentativo di chiarire la strategia politica prima di qualsiasi decisione definitiva.

Nel frattempo, resta sullo sfondo l'ipotesi di elezioni anticipate. La prima finestra utile per il voto sarebbe il 13 dicembre 2026. Uno scenario che preoccupa in particolare i deputati regionali al primo mandato, per i quali un'interruzione della legislatura potrebbe incidere sul raggiungimento dei requisiti pensionistici previsti dopo 4 anni, 6 mesi e un giorno di attività parlamentare.

Le reazioni politiche non si sono fatte attendere. Il gruppo Controcorrente ha chiesto chiarezza e ha invitato il presidente a esprimere una posizione netta, sottolineando la necessità di una verifica politica alla luce delle dichiarazioni di Minardo. Di segno opposto la posizione della Democrazia Cristiana, il cui segretario Carmelo Pace ha rinnovato piena fiducia a Schifani, elogiando il lavoro svolto finora e invitando il governatore a proseguire nel suo mandato.

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