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Politica

Primarie, il monito di Bettini: “Esasperare la competizione è un danno”

Il dirigente del Partito democratico invita a preservare il confronto tra le diverse anime della coalizione.

di Gabriele Bassetti 2 novembre 2026 2 min di lettura

Primarie, il monito di Bettini: “Esasperare la competizione è un danno”

Goffredo Bettini interviene nel dibattito interno al Partito Democratico e al campo progressista, invitando a non trasformare le primarie del centrosinistra in uno scontro tra tifoserie e a mantenere come obiettivo principale la costruzione di un’alternativa politica al governo di Giorgia Meloni.

Parlando alla trasmissione Un Giorno da Pecora su Rai Radio 1, il dirigente del Pd e direttore di Rinascita ha espresso una posizione di equilibrio, riconoscendo il ruolo sia della segretaria dem Elly Schlein sia del leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, nel percorso di costruzione del progetto progressista.

Secondo Bettini, Schlein “ha tutte le carte in regola e ha risollevato il Pd, ha fatto una operazione gigantesca”, mentre Conte “ha già governato, lo ha fatto bene, ha salvato anche il Paese sulle questioni economiche e della pandemia”. Una valutazione che punta a non alimentare una contrapposizione frontale tra le due figure politiche, considerate entrambe centrali nella definizione della futura coalizione.

Il dirigente dem ha quindi chiarito il proprio ruolo all’interno del dibattito. In qualità di direttore di Rinascita, ha spiegato che la rivista ospita contributi di sostenitori sia di Schlein sia di Conte, sottolineando come la priorità sia evitare divisioni che possano indebolire il campo progressista. “Io credo che esasperare la conta sia soltanto un danno e quindi io non contribuisco a creare questo clima”, ha affermato.

Nel suo intervento, Bettini ha inoltre ribadito che il confronto sulle primarie non deve oscurare l’obiettivo principale: la costruzione di una coalizione in grado di affrontare il centrodestra alle prossime scadenze elettorali. “A me interessa molto di più battere la Meloni che chi vince le primarie”, ha dichiarato, indicando come prioritaria la definizione di un progetto politico comune rispetto alla competizione interna.

Nel corso dell’intervista è stato affrontato anche il tema del rapporto tra l’elettorato del Movimento 5 Stelle e quello del Partito Democratico. Secondo Bettini, sarebbe più complesso per una parte degli elettori pentastellati sostenere Schlein rispetto al voto di elettori dem verso Conte. “È più difficile per quelli dei 5 Stelle votare Schlein, sono un pochino più settari”, ha osservato, offrendo una lettura delle dinamiche interne alle due basi elettorali.

Le dichiarazioni arrivano in una fase di intenso confronto politico all’interno del centrosinistra, in cui Pd e Movimento 5 Stelle stanno definendo il percorso per la scelta della leadership e degli equilibri della futura coalizione. Le parole di Bettini si inseriscono in questo contesto come un richiamo alla necessità di evitare personalizzazioni dello scontro e di mantenere l’attenzione sul progetto complessivo del campo progressista.

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