Pena di morte, Paglia: "Anche di fronte ai crimini più gravi la dignità umana va tutelata
La pena di morte deve essere abolita per tutelare la dignità umana, afferma Monsignor Paglia. Scopri le sue riflessioni sulla giustizia e l'umanità.
di Redazione Seconda Lettura 10 ottobre 2026 3 min di lettura
"La dignità della persona non può essere cancellata neppure dal crimine più grave". A ribadirlo è monsignor Vincenzo Paglia, presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita, intervenendo in merito alla Giornata mondiale contro la pena di morte.
Secondo quanto riportato da formiche.net, Paglia ha sottolineato che la pena di morte rappresenta "una sconfitta della civiltà e una forma di vendetta", evidenziando come la giustizia debba proteggere la società senza rinunciare all'umanità.
L'arcivescovo ha inoltre ricordato che la vera legittima difesa della società consiste nell'abolizione della pena di morte, tema su cui la Chiesa si è espressa con fermezza negli ultimi anni. Paglia ha quindi richiamato le parole pronunciate da Papa Leone XIV, che ha definito la pena capitale "inammissibile", in quanto "attenta all'inviolabilità e dignità della persona".
Il pontefice aveva già affrontato l'argomento in un videomessaggio inviato alla DePaul University di Chicago, in occasione del 15° anniversario dell'abolizione della pena capitale nello Stato americano dell'Illinois. In quell'occasione Leone XIV aveva sottolineato che "nessuno può disporre della vita di un altro essere umano", ribadendo che la pena di morte non rappresenta una legittima difesa dello Stato e che la dignità della persona deve essere tutelata anche di fronte ai crimini più gravi.
Il Papa aveva inoltre definito la pena capitale una "sconfitta della civiltà" e una "forma di vendetta", evidenziando come la giustizia debba saper proteggere la società senza rinunciare all'umanità. Leone XIV aveva poi richiamato l'importanza della fraternità come valore fondamentale, invitando a riscoprirla nella vita personale, sociale e politica.
Le dichiarazioni di Paglia fanno eco a quelle del Pontefice, inserendosi in un dibattito che resta attuale anche sul piano internazionale. Il presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita ha infatti criticato l'utilizzo della pena capitale negli Stati Uniti, citando il caso di un uomo condannato a morte e giustiziato attraverso un'iniezione letale trasmessa in streaming, episodio che ha suscitato un ampio dibattito pubblico.
Paglia ha ribadito che la pena di morte non può essere trasformata in uno spettacolo pubblico e che la società deve guardare al futuro puntando sulla fraternità. La Chiesa, secondo il prelato, continuerà a impegnarsi affinché la vita umana sia tutelata anche nelle situazioni più difficili.
Le posizioni espresse dal presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita si inseriscono nel solco tracciato dalla Chiesa negli ultimi anni. Nel 2018 Papa Francesco aveva modificato il Catechismo della Chiesa cattolica, affermando che la pena di morte è "inammissibile" e impegnando la Chiesa a lavorare per la sua abolizione in tutto il mondo.
Nel suo messaggio, Leone XIV aveva anche riconosciuto la necessità di sistemi di detenzione che garantiscano la sicurezza della società, ma aveva aggiunto che tali sistemi non possono essere costruiti escludendo la possibilità della redenzione. "Difendere la vita significa anche garantire che la società sia sicura e che chi ha commesso un crimine possa trovare un cammino di conversione", aveva affermato il Pontefice.
Leone XIV aveva inoltre invitato i legislatori, i giuristi e gli operatori della giustizia a proseguire sulla strada dell'abolizione della pena capitale, sottolineando che il superamento della pena di morte rappresenta "un segno di speranza" per la società e un passo verso una cultura che mette al centro la dignità della persona.
Nel messaggio aveva infine richiamato la necessità di una giustizia capace di coniugare sicurezza e umanità, sottolineando che nessuna condanna può cancellare la dignità della persona.
Le dichiarazioni di Paglia e quelle precedentemente espresse da Leone XIV si inseriscono in un quadro più ampio di attenzione della Chiesa cattolica al tema della pena di morte, con un impegno volto a promuovere modelli di giustizia fondati sulla tutela della vita e sulla possibilità di redenzione.
Fonti
Temi Politica