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Navi Pillay vince il Nobel per la Pace: prima sudafricana dopo Mandela

Navi Pillay vince il Nobel per la Pace 2026, diventando la prima sudafricana dopo Mandela a ricevere questo prestigioso riconoscimento.

di Redazione Seconda Lettura 10 ottobre 2026 2 min di lettura

Navi Pillay vince il Nobel per la Pace: prima sudafricana dopo Mandela
Illustrazione generata con intelligenza artificiale

Navi Pillay, giurista sudafricana di origini tamil-indiane, ha vinto il Premio Nobel per la Pace 2026. È la prima volta che un sudafricano riceve il riconoscimento dai tempi di Nelson Mandela e Frederik Willem de Klerk nel 1993.

Nata a Durban il 23 settembre 1941 da una famiglia indiana di umili origini, Pillay ha lottato contro l'apartheid in Sudafrica e ha difeso i diritti umani in tutto il mondo. Ha ricoperto ruoli fondamentali nella storia del diritto internazionale: è stata la prima donna a aprire uno studio legale nella provincia del Natal nel 1967, la prima donna nera giudice dell'Alta Corte sudafricana nel 1995 e giudice del Tribunale penale internazionale per il Ruanda dal 1995 al 2003, di cui quattro anni come presidente. Successivamente è stata giudice della Corte penale internazionale con sede all'Aia, Alta commissaria delle Nazioni Unite per i diritti umani dal 2008 al 2014 e presidente della Commissione d'inchiesta internazionale indipendente dell'Onu sui Territori palestinesi occupati, incarico che ricopre dal 2021.

La motivazione del Nobel sottolinea il suo costante impegno nel promuovere la pace e il diritto internazionale in un momento in cui le istituzioni giudiziarie multilaterali sono sotto crescente pressione. Pillay ha appreso della vittoria a Norimberga, in Germania, dove si trovava per un evento sui principi del diritto internazionale, e ha condiviso la notizia con la platea. Durante la conferenza ha scherzato: "Se applaudite un po' più forte, potrei condividere il Premio con Trump", riferendosi a un momento di leggerezza tra i presenti.

Pillay ha dedicato il premio "a tutti i sopravvissuti dei crimini internazionali", ribadendo il suo impegno a portare i responsabili davanti alla giustizia. Rivolgendosi indirettamente a leader come Donald Trump, Benjamin Netanyahu e Vladimir Putin, ha affermato: "Avete l'obbligo giuridico di proteggere i diritti umani e di astenervi dal fare la guerra".

Nel 2025 Pillay ha accusato Israele di genocidio a Gaza, suscitando aspre reazioni. Netanyahu ha affermato che Pillay "demonizza gli ebrei", mentre Trump ha definito lei e la sua commissione anti-israeliane, accusandola di costruire un "falso caso contro Israele" e di voler "distruggere la democrazia".

Tra i suoi risultati più significativi, Pillay ha contribuito a stabilire che lo stupro e la violenza sessuale possono essere considerati atti di genocidio. Il presidente del Comitato norvegese per il Nobel, Jorgen Watne Frydnes, ha sottolineato che la scelta non è stata influenzata dalla guerra a Gaza, ma che il conflitto ha evidenziato l'importanza di perseguire crimini di guerra e contro l'umanità.

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