Moro, il ricordo di Mannino: “Esempio per i giovani nella crisi del popolarismo europeo
Aldo Moro, esempio per i giovani, offre spunti cruciali nella crisi del popolarismo europeo. Scopri l'eredità politica di un grande statista.
di Redazione Seconda Lettura 29 settembre 2026 2 min di lettura
Il 23 settembre 2026 ricorre il 110° anniversario della nascita di Aldo Moro, una figura centrale nella storia politica italiana del secondo dopoguerra. In questa occasione, Mannino offre una riflessione articolata sul significato e sull’eredità delle battaglie politiche dello statista, sottolineando in particolare il suo valore per le nuove generazioni, in un momento storico segnato dalla crisi del popolarismo europeo.
Secondo Mannino, le battaglie di Moro all’interno della Democrazia Cristiana assumono oggi un significato emblematico alla luce delle difficoltà attraversate dal popolarismo in Europa. Egli richiama anche le divisioni interne al partito, che Moro stesso aveva criticato, definendole “una somma di correnti” che non rappresentavano il vero progetto della DC. La riflessione si spinge fino alla dissoluzione del partito, che Mannino considera una delle più grandi tragedie della storia repubblicana italiana.
Nel suo intervento, Mannino ricorda episodi storici e figure politiche che hanno segnato la vicenda di Moro, citando la scortesia di Kissinger, le critiche di Scalfari e i rapporti con leader europei come Kohl e Andreotti. Questi riferimenti servono a contestualizzare la portata internazionale della politica italiana del tempo e a spiegare perché, a suo avviso, l’eredità di Moro meriti di essere studiata dalle nuove generazioni.
La ricostruzione offre uno spunto critico sulla memoria politica italiana, ponendo l’accento sulla necessità di comprendere le dinamiche interne dei partiti e le scelte storiche che hanno influenzato il corso della Repubblica. Mannino conclude sottolineando che il suo intervento non nasce da risentimento, ma da un sentimento di responsabilità storica, affinché i giovani possano trarre insegnamento da quelle vicende.
Di seguito l’intervento integrale:
“Il 23 settembre ricorre il 110° anniversario della nascita di Aldo Moro.
Il suo esempio di uomo politico credente e democratico, oggi più di ieri, merita di essere meditato ed offerto ai giovani come esempio. Non solo per le sue battaglie nella DC e per la DC. Ma per le sue battaglie oggi esemplari per il valore che assumono davanti alla crisi del popolarismo europeo. La crisi della CDU tedesca non è solo un episodio. È la manifestazione di una crisi del popolarismo che si è estesa e che può minacciare il ruolo dei democratici cristiani in Europa. Un grande partito, ha detto Moro, non può essere una somma di correnti. Una battaglia che avrebbe dovuto essere vinta e che fu invece, dopo il suo sacrificio, la causa prima della dissoluzione della DC. La più grande tragedia della storia repubblicana italiana.
Era come se avesse consapevolezza, ed i segnali ne aveva avuti tanti dalla scortesia di Kissinger, dalle critiche di Scalfari, dalla stima di Kohl e da quella di Andreotti, il quale, al di là del suo opposto carattere, ne apprezzava la genialità e la saggezza. Ho sentito personalmente questa valutazione che Kohl faceva ad Andreotti. Perché allora questi ricordi? Perché i giovani sappiano che nel Parlamento italiano, in quel tempo, si viveva la politica che nasceva da una fede vissuta e che poteva reggere il popolarismo europeo. Tino Iannuzzi, in un bellissimo intervento alla Camera, ha definito l’eredità di Moro grandiosa, con pessimi successori. Ripeto non per risentimento. Ma per sentimento. Perché i giovani sappiano e capiscano.”
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