Mattarella promulga la legge sul riciclo della carta ma avverte: "Troppe giornate nazionali"
Mattarella promulga la legge sul riciclo della carta, ma avverte: troppe giornate nazionali in Italia richiedono una riflessione legislativa.
di Redazione Seconda Lettura 16 ottobre 2026 2 min di lettura
Il Presidente della Repubblica ha promulgato la legge che istituisce la giornata nazionale del riciclo della carta, ma ha accompagnato l'atto con una lettera ai Presidenti delle Camere che solleva una questione di fondo sul proliferare delle giornate nazionali in Italia.
Non si tratta di rilievi di manifesta incostituzionalità, che avrebbero richiesto un eventuale rinvio alle Camere, ma di una riflessione rivolta al Parlamento sul piano della qualità della legislazione. Una distinzione giuridica importante: la promulgazione della legge non implica un'approvazione presidenziale del merito politico di ogni disposizione, ma certifica la compatibilità con i limiti costituzionali valutabili in quella sede.
Nella lettera, Mattarella richiama i dati forniti nel parere del Consiglio di Stato: attualmente esistono 51 giornate nazionali, oltre alle feste, e nelle ultime tre legislature ne sono state istituite 36, di cui 20 soltanto nell'attuale. Un'accelerazione che il Capo dello Stato definisce "vertiginosa".
"Il numero delle leggi che istituiscono giornate per segnalare valori, eventi, propositi, emozioni o aspetti della vita sta vertiginosamente aumentando, senza che siano emersi in proposito criteri omogenei", scrive Mattarella, sottolineando come questo incida "in maniera sempre più difficile, addirittura inverosimile, nei compiti richiesti, ad esempio, alle scuole".
Non è la prima volta che il Presidente solleva il tema. Il 6 maggio 2022, promulgando la legge che istituiva la Giornata nazionale della memoria e del sacrificio alpino, Mattarella aveva già espresso l'esigenza di un riordino complessivo delle celebrazioni in onore delle Forze Armate, auspicando l'approvazione di una legge che definisse il 4 novembre come Giornata dell'Unità nazionale e delle Forze Armate.
In quella occasione, il Capo dello Stato aveva richiamato il fatto che il testo approvato non aveva tenuto conto delle indicazioni provenienti dalla Camera e dal Senato, che avevano suggerito di inserire la commemorazione all'interno di una legge di più ampio respiro, dedicata a tutte le Forze Armate. Aveva inoltre evidenziato una lacuna nel coordinamento con la legislazione vigente, in particolare con l'articolo 12 del decreto legislativo 66/2010, relativo alla Festa dell'Unità nazionale e alla Giornata delle Forze Armate.
In un'altra occasione, durante la promulgazione della Festa nazionale di San Francesco d'Assisi quale Giornata della pace e del dialogo tra appartenenti a culture e religioni diverse, Mattarella aveva richiamato l'attenzione sul mancato coordinamento con la celebrazione di Santa Caterina il 4 ottobre e aveva auspicato un chiarimento normativo per evitare sovrapposizioni.
La lettera di oggi si inserisce dunque in un filone consolidato di attenzione presidenziale: il richiamo non è al merito simbolico delle singole giornate, ma alla necessità di criteri omogenei, coordinamento normativo e sostenibilità concreta dell'impianto celebrativo dello Stato.
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