Marocco, svolta storica: Fatima Ezzahra El Mansouri prima donna premier
Fatima Ezzahra El Mansouri è la prima donna premier del Marocco, segnando una storica svolta politica. Scopri il suo percorso e le sfide future.
di Redazione Seconda Lettura 30 settembre 2026 3 min di lettura
Il Marocco scrive una pagina nuova della propria storia politica. Fatima Ezzahra El Mansouri è stata nominata dal re Mohammed VI come prima donna primo ministro del paese, chiamata a formare un nuovo governo dopo le dimissioni di Aziz Akhannouch. La nomina è avvenuta il 29 settembre 2026 al Palazzo Reale di Rabat, in base all’articolo 47 della Costituzione, che attribuisce al re il compito di designare il capo del governo tra i membri del partito arrivato primo alle elezioni.
El Mansouri, coordinatrice della direzione collegiale del Partito Autenticità e Modernità (Pam), dovrà ora avviare le consultazioni con le altre forze politiche per costruire una nuova maggioranza. “Lavoreremo per proporre un governo all’altezza delle aspettative di Sua Maestà il Re e dell’insieme delle cittadine e dei cittadini”, ha dichiarato dopo la nomina.
La scelta segna una svolta istituzionale, politica e simbolica per il Marocco. È infatti la prima volta che una donna viene chiamata a guidare il governo del regno, in un momento in cui il paese punta a rispondere alle aspettative dei giovani e ad affrontare le principali priorità sociali ed economiche.
Chi è Fatima Ezzahra El Mansouri
Fatima Ezzahra El Mansouri nasce il 3 gennaio 1976 a Marrakech, città con cui manterrà un legame centrale lungo tutta la propria carriera politica. Si forma tra Marocco, Francia e Stati Uniti: consegue una laurea in diritto privato all’Università Mohammed V di Rabat, un diploma di studi approfonditi in diritto dei contratti d’impresa all’Università di Montpellier e completa la propria formazione in diritto anglosassone alla Pace University negli Stati Uniti.
Figlia di Abderrahim El Mansouri, avvocato ed ex governatore della regione di Marrakech e diplomatico negli Emirati Arabi, sceglie la strada della politica nel 2007 con il Movimento di tutti i democratici, partecipando poi alla fondazione del Pam nel 2008. Nel 2009 compie il primo passo che la farà conoscere a livello nazionale: diventa sindaca di Marrakech, prima donna ad assumere la guida della città. Il suo mandato viene riconfermato nel 2021, a testimonianza del radicamento costruito nel territorio.
Parallelamente, El Mansouri sviluppa la propria esperienza parlamentare e di partito. Viene eletta deputata per due mandati consecutivi, dal 2011 al 2016 e dal 2016 al 2021. Nel 2015 assume la presidenza del Consiglio nazionale del Pam, incarico che mantiene fino al 2024, consolidando la propria influenza all’interno della formazione politica.
Nel 2021 entra nell’esecutivo guidato da Aziz Akhannouch come ministra dell’Assetto del territorio nazionale, dell’Urbanistica, dell’Edilizia abitativa e della Politica della città, ruolo che ricopre fino alla nomina a primo ministro.
Il suo profilo è stato riconosciuto anche a livello internazionale: nel 2014 Forbes l’ha inserita tra le 20 giovani donne più influenti del continente africano e nello stesso anno è stata nominata per lo Young Global Leader.
Le prossime sfide
La nomina di El Mansouri apre ora la fase più delicata: la formazione della maggioranza. Il Pam, attualmente, dispone di 97 seggi e avrà bisogno di almeno 93 deputati aggiuntivi per raggiungere la soglia necessaria a governare.
Le consultazioni serviranno a verificare se esistano le condizioni per ricostruire una coalizione in grado di sostenere il nuovo esecutivo, oppure se sarà necessario ricorrere a nuove elezioni.
Per il Marocco, l’incarico affidato a El Mansouri rappresenta non soltanto un passaggio istituzionale, ma anche un segnale politico internazionale. Il paese si prepara a ospitare nel 2030 la Coppa del mondo di calcio e punta a rafforzare il proprio ruolo nel Mediterraneo e nei rapporti con Europa e Africa.
La sfida ora passa alla nuova prima ministra: costruire una maggioranza, formare un governo e trasformare una nomina storica in una nuova fase di governo per il paese.
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