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Politica

La Camera approva la nuova legge elettorale: 227 sì, 164 no

La nuova legge elettorale è stata approvata dalla Camera con 227 voti favorevoli. Scopri le reazioni e le implicazioni politiche di questo importante provvedimento.

di Redazione Seconda Lettura 8 ottobre 2026 2 min di lettura

La Camera approva la nuova legge elettorale: 227 sì, 164 no
Illustrazione generata con intelligenza artificiale

La Camera dei Deputati ha approvato il voto finale sulla nuova legge elettorale a scrutinio segreto, con 227 voti favorevoli e 164 contrari. La maggioranza, composta da Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia, ha superato il banco di prova, nonostante le preoccupazioni degli ultimi giorni riguardo a possibili defezioni interne.

Il governo, guidato dalla premier Giorgia Meloni, aveva già incassato tre voti di fiducia per garantire l'approvazione della legge, dopo che a luglio un emendamento sulle preferenze era stato bocciato per un solo voto, creando preoccupazioni per possibili defezioni anche nel voto finale segreto.

Il voto segreto, richiesto dalle opposizioni, ha generato nervosismo nella maggioranza, con sospetti di possibili tradimenti interni, in particolare da parte di alcuni deputati di Forza Italia e della Lega. Alla fine, però, la maggioranza è riuscita a ottenere un margine di sicurezza, ponendo fine a settimane di tensioni interne.

Le opposizioni hanno protestato durante il voto, con alcuni deputati che hanno esposto cartelli con scritte contro la legge elettorale. In mattinata, i leader dell'opposizione Elly Schlein (PD), Nicola Fratoianni (Avs) e Angelo Bonelli (Avs) si sono incontrati per discutere la situazione.

Dopo l'approvazione alla Camera, il provvedimento deve ora essere promulgato dal Presidente della Repubblica e pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Il Capo dello Stato ha a disposizione un mese per la promulgazione, mentre la legge entrerà in vigore 15 giorni dopo la pubblicazione. Il governo avrà poi 90 giorni per adottare i decreti legislativi necessari per il ridisegno dei collegi elettorali sulla base del nuovo sistema di voto.

Le opposizioni, nel frattempo, hanno annunciato possibili ricorsi alla Consulta, sostenendo che la nuova legge elettorale potrebbe presentare profili di illegittimità costituzionale.

Nel corso della giornata, la premier Giorgia Meloni ha ribadito la necessità di una legge elettorale che garantisca stabilità e partecipazione, sottolineando che "Governi stabili e maggiore partecipazione significano più continuità, più responsabilità e più capacità di dare risposte concrete agli italiani".
Di tutt'altro avviso l'opposizione, che ha espresso durissime critiche al testo. "Destra scandalosa", ha dichiarato Nicola Fratoianni di Avs, "È uno scandalo assoluto, e lo fa per tentare di rimanere al potere". La ministra per le Riforme, Elisabetta Casellati, ha invece difeso la riforma, affermando che "La nuova legge elettorale è un abito cucito su misura non certo del centrodestra ma degli interessi del nostro Paese".

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