Vai al contenuto
martedì 29 settembre 2026 Rivista di approfondimento politico Chi siamo Contatti Agensocial

Analisi lunghe, lavori parlamentari e idee·Una testata del network Agensocial

Politica

Islamofobia e terrorismo rosso, Santori interroga il Campidoglio sul Municipio Roma V

Nel mirino gli episodi e la presenza in aula dell’ex brigatista Maurizio Falessi

di Redazione 29 settembre 2026 2 min di lettura

Islamofobia e terrorismo rosso, Santori interroga il Campidoglio sul Municipio Roma V

Un’interrogazione a risposta scritta è stata presentata dal gruppo Lega-Salvini Premier in Campidoglio in merito a quanto accaduto durante la seduta del Consiglio del Municipio Roma V del 25 settembre, nella quale è stata discussa e approvata una mozione dedicata al “Contrasto all’islamofobia e al razzismo antimusulmano”.

Il documento, promosso dal capogruppo del Partito Democratico in Municipio V e sottoscritto da altri consiglieri del medesimo gruppo, affrontava temi legati alla libertà religiosa, alla tutela delle minoranze, al contrasto alle discriminazioni e alla promozione della convivenza sul territorio municipale.

L’interrogazione, indirizzata al sindaco di Roma Capitale e all’assessore competente, segnala alcuni episodi verificatisi nel corso della seduta consiliare, sostenendo che durante la discussione si sarebbero verificati momenti di tensione e disordini, documentati da immagini e riprese diffuse pubblicamente.

Secondo quanto riportato nel testo, tra i presenti sarebbe stato individuato anche Maurizio Falessi, ex militante delle Unità Comuniste Combattenti, condannato in via definitiva per diversi reati riconducibili agli anni della lotta armata e agli episodi di violenza politica del periodo.

Nel documento si evidenzia inoltre un episodio specifico che avrebbe coinvolto Massimiliano Zossolo, fondatore della piattaforma social Welcome to Favelas, il quale, secondo la ricostruzione riportata nell’interrogazione, avrebbe ricevuto uno schiaffo da parte di un manifestante presente all’interno dell’aula municipale.

I firmatari chiedono quindi all’Amministrazione capitolina se l’aggressore sia stato identificato dalle Forze dell’Ordine o dalla Polizia Locale e se siano stati adottati provvedimenti conseguenti.

Particolare attenzione viene posta, inoltre, alla presenza di Falessi durante i lavori consiliari. L’interrogazione ricorda il suo passato giudiziario, citando le sentenze definitive che lo hanno condannato per reati quali associazione sovversiva, banda armata, tentato omicidio, rapina e sequestro di persona. Vengono riportate anche dichiarazioni rilasciate all’epoca da esponenti istituzionali, tra cui l’allora ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu, che definì il suo arresto una vittoria dello Stato democratico nella lotta al terrorismo.

Alla luce di tali elementi, i consiglieri della Lega chiedono se l’Amministrazione capitolina fosse a conoscenza dei fatti relativi alla presenza di Falessi in aula e dei rapporti eventualmente intercorsi durante lo svolgimento della seduta consiliare.

L’interrogazione sollecita inoltre una presa di posizione formale da parte del Campidoglio su quanto avvenuto nella sede municipale, in relazione ai disordini riportati, all’aggressione denunciata e alle condizioni di sicurezza durante i lavori del Consiglio.

La mozione approvata dal Consiglio del Municipio Roma V, oggetto della seduta contestata, si proponeva di affrontare il tema del contrasto alle discriminazioni religiose e razziali con un documento articolato in diversi punti, tra cui la definizione del fenomeno, il monitoraggio territoriale, la garanzia della libertà di culto e la promozione della convivenza nel tessuto sociale del Municipio.

La vicenda, ora al centro dell’interrogazione depositata in Assemblea Capitolina, solleva dunque un duplice piano di confronto: da un lato il contenuto della mozione approvata dal Municipio Roma V, dall’altro le dinamiche e gli episodi che, secondo quanto segnalato nell’atto ispettivo, avrebbero caratterizzato lo svolgimento della seduta consiliare.

In attesa della risposta ufficiale del sindaco e dell’assessore competente, l’interrogazione si chiude ribadendo la necessità che le sedi istituzionali di Roma Capitale rimangano luoghi nei quali il confronto politico avvenga nel rispetto delle regole, della legalità e delle procedure democratiche, anche quando si registri la presenza di persone con un passato giudiziario legato agli anni della lotta armata.

Temi Politica