Giorgetti ottiene 29 miliardi di deficit in più, ma la maggioranza non si presenta in aula
Giorgetti ottiene 29 miliardi di deficit in più, ma la maggioranza non si presenta in aula. Scopri le implicazioni per l'economia italiana.
di Redazione Seconda Lettura 15 ottobre 2026 3 min di lettura
Il governo ha ottenuto dal Parlamento la possibilità di spendere 29 miliardi di euro in più tra il 2027 e il 2028, grazie all’autorizzazione all’utilizzo della Clausola di salvaguardia nazionale. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha comunicato alla Camera dei deputati che il governo ricorrerà alla NEC, la clausola che consente agli Stati di indebitarsi fino all’1,5% del PIL per finanziare misure strutturali in energia e difesa tra il 2025 e il 2028.
La comunicazione è avvenuta il 13 ottobre 2026, durante un dibattito alla Camera dei deputati. In aula erano presenti solo cinque deputati di maggioranza e due del partito della Lega, nonostante il voto sullo scostamento di bilancio sia considerato uno dei più delicati per una maggioranza parlamentare. Lo scostamento di bilancio è lo strumento che il governo utilizza per indebitarsi oltre quanto stabilito nella legge di bilancio, ma è necessaria l'autorizzazione delle camere, che devono votare a maggioranza assoluta, ovvero con almeno 201 deputati.
La data del 13 ottobre non è casuale per Giorgia Meloni. Il 27 aprile 2023, il governo non ottenne il voto favorevole per uno scostamento di bilancio, con solo 195 deputati a favore, sei in meno del necessario. La presidente del Consiglio, che era a Londra in quella data, si mostrò irritata e delusa per l'accaduto. Il 13 ottobre 2026, però, la Camera ha autorizzato la richiesta di scostamento con 219 voti favorevoli, seguita dall'approvazione del Senato.
La Clausola di salvaguardia nazionale (NEC) consente agli Stati di indebitarsi fino all’1,5% del PIL per finanziare misure strutturali in energia e difesa tra il 2025 e il 2028. Il governo ha deciso di utilizzare questo strumento per ottenere circa 28,8 miliardi di euro di deficit nei prossimi due anni. La ripartizione prevede 14,4 miliardi per l'energia e 14,4 miliardi per la difesa, equamente distribuiti tra il 2027 e il 2028.
Il Documento programmatico di finanza pubblica (DPFP) è stato approvato in un Consiglio dei ministri che è durato poco più di un quarto d'ora e ha incluso la manovra di bilancio da oltre 30 miliardi di euro. Nella conferenza stampa successiva, il ministro Giorgetti ha sottolineato che il deficit scenderà sotto il 3% per la prima volta in sette anni, ma aumenterà in futuro a causa della maggiore flessibilità richiesta all'Europa.
Le stime indicano che il deficit dovrebbe attestarsi al 2,9% a fine 2026, e salire al 3,4% nel 2027 e al 3,2% nel 2028 a causa dell'extra-deficit. Il rapporto debito/PIL è previsto al 138,1% nel 2026, al 138,5% nel 2027, al 137,9% nel 2028 e al 136,6% nel 2029.
Giorgetti ha dichiarato che il DPFP è stato approvato in un contesto complesso e che le previsioni di finanza pubblica sono difficili. Ha sottolineato che la crescita ha retto meglio del previsto, nonostante le tensioni internazionali, e che il governo continuerà a seguire una linea di prudenza nella gestione della finanza pubblica.
Si prevede che la legge di Bilancio richiederà un approccio più prudente e che non tutte le misure annunciate saranno attuate, vista la necessità di mantenere un equilibrio tra le risorse disponibili e le priorità politiche.
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Temi Economia