Vai al contenuto
venerdì 30 ottobre 2026 Rivista di approfondimento politico Chi siamo Contatti Agensocial

Analisi lunghe, lavori parlamentari e idee·Una testata del network Agensocial

Politica

Faib e Fegica chiedono controlli: il taglio fiscale sul gasolio non abbassa i listini

Nel mirino il mancato adeguamento dei prezzi dopo la riduzione dell’imposta e l’assenza di garanzie per gli utenti.

di Gabriele Bassetti 30 ottobre 2026 2 min di lettura

Faib e Fegica chiedono controlli: il taglio fiscale sul gasolio non abbassa i listini

Il taglio dell’accisa sul gasolio non si sarebbe tradotto in un effettivo calo dei prezzi alla pompa. A denunciarlo sono le associazioni dei gestori Faib e Fegica, che segnalano come la riduzione fiscale introdotta dal Governo non sia stata pienamente trasferita agli automobilisti.

Secondo quanto riferito dalle due organizzazioni, a circa 36 ore dall’intervento governativo i prezzi del diesel non avrebbero subito una diminuzione corrispondente allo sconto previsto. La misura, entrata in vigore nella notte tra giovedì e venerdì, ha ridotto l’accisa di circa 5 centesimi al litro, per un costo stimato in circa 40 milioni di euro di risorse pubbliche.

Nel comunicato congiunto, Faib e Fegica sottolineano che la mancata discesa dei prezzi non può essere attribuita ai gestori degli impianti. Le associazioni precisano infatti che i titolari delle stazioni di servizio non determinano il prezzo di acquisto del carburante né quello di vendita, essendo questi fissati dai soggetti che gestiscono la distribuzione e la commercializzazione del prodotto.

La questione riguarda quindi il meccanismo attraverso il quale una misura fiscale destinata a ridurre il costo del carburante si traduce concretamente in un abbassamento del prezzo finale. Le due sigle chiedono una maggiore attenzione da parte del Ministero competente e del Garante affinché gli effetti della misura vengano verificati e il beneficio raggiunga effettivamente i consumatori.

Nel comunicato si evidenzia inoltre il rischio che il vantaggio economico derivante dalla riduzione dell’accisa resti interamente o parzialmente assorbito dagli operatori del mercato, senza essere trasferito alla rete di distribuzione e, di conseguenza, agli automobilisti.

Faib e Fegica fanno anche riferimento al dibattito sul cosiddetto price cap, il tetto ai prezzi dei carburanti introdotto dal Governo. Secondo le due associazioni, la misura non avrebbe impedito alle compagnie petrolifere di determinare liberamente i prezzi, indipendentemente dai vincoli legati alla misura fiscale.

Per questo motivo le organizzazioni chiedono al Garante e al ministro di verificare con particolare attenzione l’andamento dei prezzi, soprattutto in occasione di interventi fiscali che incidono direttamente sul costo del carburante.

Le associazioni ritengono inoltre che, in assenza di un sistema di contenimento dei prezzi definito e disciplinato per legge, qualsiasi intervento sulle accise rischi di produrre effetti limitati o non corrispondenti all’obiettivo dichiarato.

Nel comunicato viene infine richiamato il tema delle altre misure pubbliche destinate al settore, come i crediti d’imposta per autotrasportatori, agricoltori, pescatori e tassisti, oltre ai bonus rivolti alle fasce più vulnerabili della popolazione. Anche in questi casi, secondo Faib e Fegica, sarebbe necessario garantire regole verificabili e strumenti di controllo per evitare che le risorse stanziate rimangano solo nominali.

L’appello delle due associazioni è quindi rivolto alle istituzioni competenti affinché vengano rafforzate le garanzie sull’applicazione delle misure fiscali e sui meccanismi di verifica, con l’obiettivo di garantire che i benefici previsti dalle politiche energetiche e di bilancio si traducano in vantaggi concreti per i consumatori e per le categorie interessate.

Temi Politica