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Elezioni Csm, la Cassazione ammette 64 candidati: ecco la mappa dei collegamenti

Elezioni Csm: la Cassazione ammette 64 candidati. Scopri la mappa dei collegamenti e i dettagli del nuovo sistema elettorale misto.

di Redazione Seconda Lettura 5 ottobre 2026 4 min di lettura

Elezioni Csm, la Cassazione ammette 64 candidati: ecco la mappa dei collegamenti
Illustrazione generata con intelligenza artificiale

Le elezioni del nuovo Consiglio superiore della magistratura (Csm) entrano nel vivo. Il 25 e 26 ottobre i magistrati italiani saranno chiamati alle urne per eleggere i 20 componenti togati che resteranno in carica per il mandato 2027-2031. La Corte di Cassazione ha pubblicato l'elenco definitivo dei 64 candidati ammessi alla competizione, formalizzando anche i collegamenti dichiarati tra i candidati, che rappresentano il cuore del sistema elettorale misto introdotto nel 2022.

Il Consiglio superiore della magistratura è composto da 33 membri: tre di diritto (il Presidente della Repubblica, il primo presidente della Corte di Cassazione e il procuratore generale presso la Cassazione), 20 togati eletti dai magistrati e 10 laici eletti dal Parlamento in seduta comune. Da questo equilibrio discende il peso politico e istituzionale delle elezioni: mentre Camera e Senato designano i laici, la magistratura elegge direttamente la componente togata attraverso un sistema che combina collegi territoriali e rappresentanza proporzionale.

Il sistema elettorale introdotto nel 2022 suddivide la magistratura giudicante e requirente in diversi collegi. Due magistrati di legittimità vengono eletti in un collegio unico nazionale, mentre per i pm sono previsti due collegi territoriali e per i giudici di merito quattro collegi. I candidati possono dichiarare collegamenti tra loro, creando di fatto gruppi elettorali che incidono sull'attribuzione dei seggi proporzionali. È in questo contesto che si collocano i 64 candidati ammessi dalla Cassazione, distribuiti in parte tra le correnti storiche della magistratura e in parte in liste indipendenti o senza collegamento.

La mappa dei collegamenti ricostruita dalla Cassazione mostra una competizione a più livelli. Magistratura Indipendente schiera 12 candidati, Unità per la Costituzione (Unicost) e Area Democratica ne presentano 9, Magistratura Democratica e Autogoverno diffuso 8. Cinque candidati fanno riferimento al gruppo che comprende Cosimo Ferri, cinque concorrono in forma indipendente ma collegati tra loro, mentre 11 corrono sotto la sigla Altra Proposta. Restano dieci candidati senza collegamento.


Nel collegio nazionale di legittimità, Magistratura Indipendente presenta Salvatore Casciaro, Unicost schiera Elisabetta Ceniccola, Area Democratica candida Luigi Antonio Piceci, Magistratura Democratica affianca Marco Cocco, mentre il gruppo Autogoverno diffuso presenta Antonio D'Amato. Raffaele Alberto Cantone corre collegato con Giorgio Mearini e Franco Ianniello, mentre Giacomo Ferri è collegato con altri quattro candidati.

Nei due collegi requirenti, Magistratura Indipendente presenta Stefano Buccini e Gaetano Bono, Unicost schiera Rosalia Affinito e Giuliano Caputo, Area Democratica candida Paolo Ielo e Maria Teresa Arena, Magistratura Democratica affianca Anna Maria Frasca e Michele Ruggiero, mentre Autogoverno diffuso presenta Vincenzo Barba e Stefano Civardi. Altra Proposta schiera Paolo Ielo e Michele Ruggiero, mentre i cinque candidati collegati tra loro presentano Paolo Depalma e Annarita Donofrio. Restano cinque candidati senza collegamento.

Nei quattro collegi giudicanti, Magistratura Indipendente presenta Ernesta Occhiuto, Giovanna Mullig, Maria Tiziana Balduini, Andrea Balba, Maria Ilaria Romano, Giancosimo Mura, Giulio Corsini, Ugo Scavuzzo e Song Damiani. Unicost schiera Alessandra Salvadori, Valeria Fascione, Fabio Roia, Anna Maria Arena e Andrea Agnese. Area Democratica presenta Nicola Russo, Alessandra Camassa e Aldo Morgigni. Magistratura Democratica affianca Alessandra Salvadori, Valeria Fascione, Fabio Roia, Anna Maria Arena e Andrea Agnese. Autogoverno diffuso presenta Nicola Russo, Alessandra Camassa e Aldo Morgigni. Altra Proposta schiera Salvatore Casciaro, Piero Tony, Alessandra Camassa e Aldo Morgigni. I cinque candidati collegati tra loro presentano Salvatore Casciaro, Piero Tony e Alessandra Camassa. Restano cinque candidati senza collegamento.

Il termine per dichiarare i collegamenti è scaduto il 25 settembre. Resta ora da verificare come l'elettorato togato interpreterà una competizione che, al netto di 64 nomi in corsa, si giocherà in gran parte sulla capacità dei candidati di aggregarsi in collegamenti funzionali al sistema proporzionale. La sfida, dunque, non sarà solo individuale, ma di gruppo: i collegamenti dichiarati peseranno infatti nella distribuzione dei seggi, trasformando l'elezione del Csm in una prova di forza tra le diverse correnti e anime della magistratura italiana.


Tutti i riflettori sono puntati su un candidato outsider assoluto, inedito, tanto quanto controverso: Cosimo Ferri. Il magistrato corre "apparentato" ad altri quattro giudici: Elisabetta Scolozzi, Annarita Donofrio, Giacomo Gasparini e Paolo Depalma. Ferri è un ex membro, che conta già due mandati al Csm, ed è stato protagonista di una lunga vicenda giudiziaria legata al caso Palamara (scoppiato con il famoso incontro del 9 maggio 2019 all'hotel Champagne di Roma) che ha messo in luce le dinamiche di potere e le correnti all'interno della magistratura.
La "lista Ferri" non presenta alcun candidato per i due collegi dei pm, né per il collegio nazionale di legittimità. Una scelta che ha fatto storcere il naso a molti e che potrebbe pesare nella distribuzione dei seggi, considerato che i collegamenti tra i candidati sono fondamentali per l'assegnazione dei seggi proporzionali.

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