Elettricità Futura lascia Confindustria Energia: tensioni sulla nuova tassa Irap
Elettricità Futura lascia Confindustria Energia per dissidi sulla nuova tassa Irap. Scopri le ragioni dietro questa importante decisione nel settore energetico.
di Redazione Seconda Lettura 2 novembre 2026 2 min di lettura
Elettricità Futura, l’associazione che rappresenta i produttori di energia elettrica, ha deciso di uscire da Confindustria Energia. La decisione, riportata da policymakermag.it e lastampa.it, sarebbe legata a un disaccordo di fondo sulla rappresentanza degli interessi tra produttori e consumatori, acuito dalla nuova imposizione fiscale sulle imprese energetiche.
Secondo quanto riferito, il malumore all’interno della filiera energetica sarebbe esploso dopo l’approvazione, da parte del governo, di una nuova misura fiscale che prevede una maggiorazione dell’Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive, per le imprese del settore energetico. La norma, contenuta nell’emendamento alla legge di Bilancio, estende fino al 2028 e 2029 la maggiorazione già prevista per il 2026 e 2027 dal decreto Bollette.
La misura riguarda diversi comparti, tra cui l’estrazione di petrolio e gas, la produzione e distribuzione elettrica, la filiera del gas e l’intermediazione energetica. Il gettito aggiuntivo previsto ammonta a 734,2 milioni di euro nel 2027, 873,8 milioni nel 2028 e 895,5 milioni nel 2029, per un totale di circa 2,5 miliardi di euro. Per le società operanti in regime regolato è inoltre confermato il divieto di trasferire la maggiorazione fiscale sulle tariffe.
La decisione di Elettricità Futura di lasciare Confindustria Energia, la federazione di Confindustria che riunisce le principali associazioni del settore energetico, rompe un equilibrio che durava da anni. Il presidente di Elettricità Futura, Salvatore Pinto, ha spiegato che l’associazione non intende uscire da Confindustria nel suo complesso, ma solo dalla federazione che riunisce le associazioni del settore energia.
Secondo Pinto, la decisione sarebbe maturata a causa di una divergenza strutturale con le altre associazioni della filiera energetica, che rappresentano prevalentemente consumatori o intermediari e che avrebbero interessi contrapposti rispetto ai produttori di energia. Il presidente di Elettricità Futura ha spiegato che la nuova imposizione fiscale, che si aggiunge a quanto già previsto dal decreto Bollette, rappresenterebbe un ulteriore aggravio per il settore.
“Il nostro settore, che rappresenta il 4,4% del Pil e incluso l’indotto occupa circa 600 mila persone, ha già pagato oltre 2 miliardi per effetto del decreto Bollette”, ha dichiarato Pinto. Secondo il presidente, il comparto sarebbe comunque disponibile a investire circa 200 miliardi nei prossimi dieci anni, a condizione che vengano create le condizioni favorevoli per farlo.
Con l’uscita di Elettricità Futura, Confindustria Energia cambierebbe la propria composizione. Nella federazione resterebbero associazioni come Assorisorse, Federchimica Assogasliquidi, Anfida, Proxigas, Assocarboni e Unem, che rappresentano diversi comparti della filiera energetica. L’associazione di Pinto proseguirebbe il proprio percorso all’interno di Confindustria, ma al di fuori della federazione specifica del settore energia.
La vicenda si inserisce in un contesto di tensioni più ampie tra il mondo delle imprese energetiche e il governo. Negli ultimi mesi, alcune aziende del settore avevano già espresso malumore per la rappresentanza all’interno di Confindustria, lamentando una posizione ritenuta troppo favorevole ai consumatori, anche a seguito di alcune dichiarazioni del presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, sul decreto Bollette e sulla competitività delle aziende energetiche.
Fonti
Temi Economia