Docente aggredita a Roma, FdI: “Episodio gravissimo, serve un patto educativo tra istituzioni, scuola e famiglie”
Docente aggredita a Roma: FdI chiede un patto educativo tra istituzioni, scuola e famiglie per prevenire la violenza giovanile e garantire sicurezza.
di Redazione 19 settembre 2026 2 min di lettura
Il 18 settembre, una docente della scuola media Giovanni Verga a Roma è stata aggredita da un alunno tredicenne, che ha utilizzato uno spray urticante e successivamente l'ha colpita con un coltello. La docente è stata soccorsa e dimessa lo stesso giorno, mentre i carabinieri hanno avviato indagini per chiarire la dinamica dell'accaduto. Stefano Erbaggi di Fratelli d'Italia ha sottolineato la gravità dell'episodio, evidenziando la necessità di un patto educativo tra istituzioni, scuole e famiglie per prevenire simili atti di violenza. Anche la psicoterapeuta Nausica Cangini ha richiamato l'importanza di un approccio preventivo e collaborativo, che coinvolga tutti i soggetti educativi per affrontare il disagio giovanile e garantire un ambiente scolastico sicuro e rispettoso.
L’episodio si è verificato nella mattinata del 18 settembre nella scuola media Giovanni Verga, nel quartiere Primavalle della Capitale. Secondo le ricostruzioni emerse, un alunno tredicenne avrebbe dapprima utilizzato uno spray urticante contro una docente e, successivamente, l’avrebbe colpita con un coltello. La donna è stata soccorsa e dimessa dall’ospedale nella stessa giornata. Sulla vicenda sono intervenuti i carabinieri, che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’episodio.
Su quanto accaduto è intervenuto Stefano Erbaggi, consigliere di Fratelli d’Italia in assemblea capitolina, che ha espresso solidarietà alla docente e all’intera comunità scolastica.
“Quanto accaduto alla scuola media Verga di Roma è un episodio gravissimo. Alla docente aggredita e all’intera comunità scolastica va la nostra piena solidarietà e vicinanza. Di fronte a una violenza così estrema non possiamo limitarci allo sdegno del momento: è necessario interrogarsi su come una simile escalation possa maturare e, soprattutto, su come prevenirla”.
Erbaggi ha quindi allargato la riflessione al tema della sicurezza nelle scuole e della prevenzione del disagio giovanile: “Come amministratori, come educatori e come comunità abbiamo il dovere di chiederci dove sia mancato un presidio educativo, quali segnali siano stati trascurati e quali strumenti dobbiamo mettere in campo per evitare che episodi del genere possano ripetersi. La risposta non può essere affidata esclusivamente alla scuola o alle sole famiglie: è necessario un percorso condiviso che coinvolga istituzioni, sistema scolastico, servizi territoriali e nuclei familiari”.
Sul tema è intervenuta anche Nausica Cangini, psicoterapeuta e neuropsicologa dello sviluppo, che ha richiamato l’attenzione sull’importanza della prevenzione e della costruzione di un sistema educativo fondato sulla collaborazione tra famiglia, scuola e servizi.
“Quando un gesto di questa gravità viene compiuto da un ragazzo di tredici anni, accanto alla necessaria condanna dell’atto dobbiamo interrogarci su ciò che accade prima. L’adolescenza è una fase delicata, in cui la costruzione dell’identità, la gestione delle emozioni e il rapporto con le regole richiedono la presenza costante di adulti capaci di accompagnare, ascoltare e contenere”.
Cangini ha evidenziato come, di fronte a episodi di violenza giovanile, la risposta non possa essere esclusivamente punitiva, ma debba prevedere un rafforzamento degli strumenti di prevenzione e di intervento precoce.
“Prevenire significa intercettare precocemente fragilità e segnali di disagio, sostenere le famiglie nel loro ruolo educativo e costruire una rete tra genitori, scuola e servizi capace di intervenire prima che il disagio assuma forme estreme. Educare significa anche porre limiti, insegnare il rispetto delle regole e accompagnare i ragazzi nell’assunzione di responsabilità. È qui che la politica deve fare la propria parte, ricostruendo un vero patto di corresponsabilità tra famiglia, scuola, servizi e istituzioni”.
Secondo entrambi, il caso della scuola Verga richiama dunque la necessità di affrontare il tema della sicurezza nelle scuole non solo in chiave emergenziale, ma attraverso politiche strutturali di prevenzione, educazione e sostegno agli adolescenti e alle loro famiglie. Un percorso che, secondo quanto evidenziato, deve vedere istituzioni, scuola e servizi lavorare insieme per restituire alla scuola il suo ruolo fondamentale di luogo di crescita, educazione e rispetto.
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