Distributori indipendenti penalizzati dagli sconti, FAIB e Fegica invocano nuove regole
Al Forum di Roma le organizzazioni chiedono di superare le iniziative volontarie delle compagnie petrolifere.
di Fabrizio Gerolla 12 ottobre 2026 2 min di lettura
Un prezzo massimo nazionale per benzina e gasolio, fissato dallo Stato e applicato in modo uniforme su tutta la rete distributiva. È questa la proposta avanzata dai sindacati dei gestori FAIB Confesercenti e Fegica, che chiedono al Governo di introdurre un tetto temporaneo ai prezzi dei carburanti per contrastare i rincari delle ultime settimane e garantire maggiore trasparenza agli automobilisti.
La proposta è stata presentata durante una conferenza stampa organizzata a Roma nell’ambito del Forum Confesercenti, con l’obiettivo dichiarato di evitare nuove fiammate dei prezzi alla pompa e di frenare l’impatto dell’aumento dei costi energetici su famiglie e imprese.
Secondo le organizzazioni dei gestori, il tetto dovrebbe essere dinamico, cioè adeguarsi periodicamente all’andamento del mercato, e avere una durata iniziale di 90 giorni, eventualmente prorogabile fino a 180. La misura si applicherebbe a tutta la rete distributiva nazionale, senza distinzioni tra impianti delle compagnie petrolifere e distributori indipendenti.
Nel mirino dei sindacati ci sono anche le iniziative volontarie di sconto adottate nelle ultime settimane da Eni e da altri principali gruppi petroliferi, tra cui IP, Q8 e Tamoil, che hanno previsto riduzioni del prezzo dei carburanti in determinate giornate o fasce orarie. Secondo FAIB e Fegica, queste campagne promozionali rischiano di creare distorsioni della concorrenza, penalizzando i distributori indipendenti e le cosiddette pompe bianche, che rappresentano una quota significativa della rete nazionale.
Per questo motivo le organizzazioni chiedono un intervento normativo che definisca un prezzo massimo unico, calcolato sulla base di parametri oggettivi come le quotazioni internazionali del petrolio, i costi di trasporto, raffinazione e distribuzione e la componente fiscale. Il tetto dovrebbe essere aggiornato ogni quindici giorni, in modo da riflettere le eventuali variazioni dei costi lungo la filiera.
I rappresentanti dei gestori sottolineano che la misura sarebbe straordinaria e temporanea e non rappresenterebbe un ritorno ai prezzi amministrati del passato. L’obiettivo dichiarato è contenere l’impatto dell’aumento dei margini di raffinazione, indicato come uno dei principali fattori alla base del rincaro dei carburanti negli ultimi mesi.
La proposta apre ora un confronto politico ed economico che dovrà essere affrontato con il Governo. Da una parte, infatti, le compagnie petrolifere continuano a promuovere iniziative commerciali autonome per contenere il prezzo alla pompa; dall’altra, i gestori chiedono che sia lo Stato a definire un tetto valido per tutti, evitando che la concorrenza tra diversi marchi si traduca in condizioni differenti per gli operatori e per i consumatori.
Il messaggio che arriva dalla categoria è chiaro: il caro carburanti non può essere affrontato soltanto con iniziative promozionali delle singole compagnie, ma richiede un intervento strutturato e trasparente che garantisca condizioni uniformi su tutto il territorio nazionale.
Resta ora da capire se il Governo riterrà praticabile l’introduzione di un prezzo massimo temporaneo e quali potrebbero essere le implicazioni sul piano normativo e della concorrenza. Al momento, infatti, la proposta avanzata dai sindacati dei gestori non costituisce un provvedimento approvato, ma una richiesta politica che dovrà essere valutata nelle sedi competenti.
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