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Politica

Da Vannacci a Rizzo, scatta la fuga: centinaia di iscritti pronti a cambiare partito

Rizzo rivendica contatti con centinaia di aderenti provenienti dall’area di Futuro Nazionale e attacca la linea dell’ex generale: il 3 ottobre a Roma il congresso che lancerà ufficialmente Italia Domani

di Fabrizio Gerolla 1 ottobre 2026 2 min di lettura

Da Vannacci a Rizzo, scatta la fuga: centinaia di iscritti pronti a cambiare partito
In breve

Marco Rizzo, leader di Italia Domani, sta cercando di trasformare il suo movimento in un partito nazionale, in seguito a un significativo travaso di iscritti da Futuro Nazionale, in particolare dal Piemonte. Con un congresso fondativo programmato per il 3 ottobre a Roma, Rizzo mira a radicare il suo progetto politico, che si propone come un'alternativa alle attuali dinamiche sovraniste, criticando Roberto Vannacci e il suo approccio. Il programma di Italia Domani si articola in sette capitoli, affrontando temi come sovranità, lavoro, sanità e immigrazione, con una forte enfasi su una politica estera neutrale e una critica alla globalizzazione. Rizzo punta a conquistare consensi tra coloro che si sono allontanati da Vannacci, proponendo un progetto che si distacca dalle tradizionali divisioni politiche.

Marco Rizzo prova a trasformare quella che finora è stata soprattutto una battaglia nell'area sovranista in un'operazione politica nazionale. Dopo settimane di tensioni e uscite da Futuro Nazionale, il leader di Italia Domani - Marco Rizzo rilancia e punta a strutturare il movimento in partito con il congresso fondativo programmato per sabato 3 ottobre a Roma. In un'intervista pubblicata da Il Fatto Quotidiano, Rizzo rivendica nuovi contatti con gruppi e militanti che avrebbero deciso di lasciare l'area di Roberto Vannacci per convergere sul nuovo progetto.

La caratteristica del movimento, come racconta Il Fatto Quotidiano, è delineata da un travaso di iscritti, in particolare dal Piemonte, dove circa 550 iscritti avrebbero deciso di passare con Rizzo. I comitati coinvolti provengono da diverse aree della provincia, tra cui Cavallermaggiore, Cavallerleone, Sanfrè, Corneliano d’Alba, Macra-Valle Maira, Casteldelfino-Valle Varaita, Alba, Montaldo Mondovì, Borgo San Dalmazzo, Moretta, Bra, Caramagna e Rocca de’ Baldi.

Il primo a muoversi tra questi sarebbe Giovanni Seia, ex tessera numero 423, indicato come tra i primi a sostenere il progetto di Rizzo. Altri gruppi sarebbero già in fase di definizione a Latina, con Massimo Perrone e i suoi 98 iscritti, e a Benevento, con Federico Paolucci e circa 40 iscritti. Un altro referente indicato da Rizzo è Giuseppe Pantano a Siracusa.

Sul piano politico, Rizzo torna ad attaccare Vannacci, sostenendo che il suo approccio sia ormai superato e che non risponda alle esigenze degli italiani. Il leader di Italia Domani arriva a definirlo "funzionale alla sinistra globalista e neoliberista", proponendo invece il proprio progetto come un contenitore politico che non si colloca rigidamente a destra o a sinistra, ma che mette al centro sovranità nazionale, lavoro e critica alla globalizzazione.

Il congresso fondativo di sabato a Roma rappresenterà il primo banco di prova concreto per misurare la capacità organizzativa e la presenza territoriale di Italia Domani. Rizzo punta a trasformare la fase di fuoriuscita da Futuro Nazionale in una campagna di radicamento, cercando di conquistare consensi proprio nell'area che negli ultimi mesi aveva guardato con interesse a Vannacci.

Il programma di Italia Domani è articolato in sette capitoli principali: pace, neutralità e sovranità; identità, scuola e cultura; lavoro, impresa e moneta sovrana; sanità pubblica e Stato sociale; casa, famiglia e natalità; sicurezza, confini e legalità; controllo nazionale delle risorse. Sul piano internazionale, il movimento propone un'Italia neutrale, lo stop all'invio di armi all'Ucraina, la fine delle sanzioni alla Russia e il superamento degli attuali schemi legati a UE, NATO e OMS. Sul fronte economico, tra le proposte ci sono aumento dei salari, riduzione delle tasse, difesa delle piccole e medie imprese, moneta sovrana complementare (SIRE), no all'euro digitale e tutela costituzionale del contante. Sul piano sociale, il programma prevede sanità pubblica accessibile, detassazione delle pensioni, sostegno a persone con disabilità e caregiver, oltre a misure per casa, famiglia e natalità. Sul tema dell'immigrazione, la linea è quella del controllo dei confini e del blocco dei flussi, mentre sul piano culturale il movimento difende le radici laiche e cristiane e si oppone all'“ideologia woke”.

Il congresso si terrà sabato 3 ottobre presso Spazio Novecento di Roma Eur, in piazza Guglielmo Marconi 26/B, a partire dalle 14.30.

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