Ceccardi replica a Tajani da Pontida: “La gonna? Difendiamo la libertà delle donne”
La leghista interviene dopo le parole del vicepremier sulle donne meno appariscenti e rilancia: «Anche Silvio Berlusconi da lassù la penserebbe come noi».
di Redazione 20 settembre 2026 2 min di lettura
Una battuta sulle gonne accende la polemica politica e trasforma un confronto pubblico in un caso nazionale. Il protagonista è il vicepremier e leader di Forza Italia Antonio Tajani, intervenuto sul palco di Itaca di Formello, dove ha affrontato il tema dell'affidabilità e della stabilità con un'espressione che ha immediatamente attirato critiche e prese di distanza.
Parlando del valore dell'affidabilità, Tajani ha costruito una metafora in cui ha contrapposto una donna «più appariscente» a una «più seria, meno appariscente però più affidabile», affermando che per il figlio avrebbe scelto «una compagna meno carina ma più stabile». La frase che ha però acceso la discussione è stata quella conclusiva: il riferimento a una donna «con le gonne più lunghe».
Le reazioni sono state immediate. La formula utilizzata dal vicepremier è stata contestata da diversi esponenti politici e commentatori, che hanno criticato il riferimento alla lunghezza delle gonne e l'associazione implicita tra abbigliamento, serietà e affidabilità.
A intervenire sulla vicenda è stata anche Susanna Ceccardi, che dal palco di Pontida ha preso apertamente le distanze dalle parole del leader di Forza Italia. «Difendiamo la nostra libertà! Anche la libertà delle donne di vestirsi come vogliono», ha dichiarato, trasformando il suo intervento in una risposta politica diretta.
L'esponente della Lega ha poi richiamato esplicitamente le dichiarazioni di Tajani con un riferimento personale: «Oggi mi sono messa la gonna. Forse non piacerà a qualche islamico, forse non piacerà neanche a Tajani che ha detto che le donne serie non si mettono la gonna». E ha concluso con un richiamo a Silvio Berlusconi: «E penso che anche Silvio Berlusconi da lassù la pensi come noi!».
La polemica si è così rapidamente spostata dal palco di Formello a quello di Pontida, assumendo una dimensione interna al centrodestra. Da una parte la difesa dell'affidabilità come valore, dall'altra la critica a un linguaggio ritenuto da alcuni politicamente fuori misura.
Un episodio che, al di là della battuta, riporta al centro del dibattito il tema del linguaggio nella comunicazione politica e il rischio di formule che possono alimentare stereotipi o interpretazioni legate al ruolo e all'immagine delle donne.
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