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Politica

Calderone e Vittimberga, allarme competenze: la formazione diventa una priorità

Le trasformazioni digitali impongono investimenti mirati per evitare che una parte dei lavoratori resti indietro.

di Gabriele Bassetti 29 ottobre 2026 3 min di lettura

Calderone e Vittimberga, allarme competenze: la formazione diventa una priorità

L'intelligenza artificiale sta già cambiando il modo in cui la ricchezza viene prodotta e distribuita. A sottolinearlo è stato il direttore generale dell'INPS, Valeria Vittimberga, intervenendo a Roma all'apertura del seminario internazionale su intelligenza artificiale, produttività, formazione e tutela dei lavoratori, organizzato da INPS e ISSA e dedicato al futuro del lavoro e dei sistemi di protezione sociale.

Nel suo intervento, Vittimberga ha evidenziato come le trasformazioni introdotte dall'intelligenza artificiale non riguardino soltanto i processi produttivi, ma incidano direttamente sulla distribuzione dei guadagni generati dalle nuove tecnologie. "Se l’intelligenza artificiale cambia profondamente il modo in cui la ricchezza viene prodotta, dobbiamo chiederci anche se siano ancora adeguati i meccanismi attraverso i quali quella ricchezza viene distribuita e contribuisce al benessere collettivo", ha affermato il direttore generale dell'INPS.

Secondo Vittimberga, il punto centrale non è se l'innovazione porti crescita o produttività, ma come i suoi effetti vengano distribuiti tra lavoratori, imprese e società. Per questo, ha spiegato, non è sufficiente osservare le trasformazioni una volta avvenute: occorre intervenire prima, sviluppando strumenti di regolazione capaci di garantire che l'innovazione tecnologica si traduca in benefici concreti per le persone e per la collettività.

Nel corso dell'intervento, il direttore generale ha inoltre richiamato il ruolo delle istituzioni, delle regole economiche e delle politiche pubbliche nel determinare gli effetti sociali dell'innovazione. Le trasformazioni tecnologiche, ha osservato, non producono automaticamente disuguaglianze o squilibri: i loro effetti dipendono dalle scelte compiute dai sistemi istituzionali. Per questo, ha concluso, il tema della distribuzione dei benefici dell'innovazione deve essere affrontato già nella fase attuale, prima che le nuove tecnologie vengano pienamente introdotte nei processi produttivi.

Il seminario internazionale, organizzato dall'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale e dall'Associazione internazionale della sicurezza sociale (ISSA), riunisce a Roma rappresentanti delle istituzioni, organizzazioni internazionali e mondo della ricerca per confrontarsi sulle trasformazioni del lavoro, della formazione e dei sistemi di welfare legate allo sviluppo dell'intelligenza artificiale.

Nel corso dell'iniziativa è intervenuta anche il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderone, che ha richiamato la necessità di governare le trasformazioni in corso. "La domanda non è se cambierà il lavoro, ma se sapremo governare il cambiamento o ne saremo travolti", ha dichiarato il ministro, sottolineando come le istituzioni siano chiamate a garantire che i progressi tecnologici siano accompagnati dalla salvaguardia dei diritti e delle tutele sociali.

Secondo Calderone, la cooperazione internazionale rappresenta uno degli strumenti fondamentali per affrontare le trasformazioni che stanno interessando i sistemi occupazionali e previdenziali. Il ministro ha richiamato l'importanza della collaborazione tra le istituzioni e ha ribadito che la tecnologia deve restare al servizio della persona, ponendo al centro la dignità del lavoro e la tutela dei diritti.

Nel suo intervento, Calderone ha posto particolare attenzione al tema delle competenze, sottolineando come la formazione permanente rappresenti una delle principali sfide per accompagnare i lavoratori nei processi di cambiamento. Il ministro ha ricordato che già oggi la maggior parte delle aziende considera l'intelligenza artificiale una tecnologia chiave per migliorare la produttività e rafforzare la competitività. Tuttavia, ha osservato, questa trasformazione richiede un forte investimento sulle conoscenze e sulle capacità professionali.

Calderone ha inoltre richiamato le stime del World Economic Forum, secondo cui entro il 2030 oltre il 40% delle competenze professionali potrebbe cambiare. Di fronte a questo scenario, il ministro ha evidenziato la necessità di rafforzare la capacità delle istituzioni di anticipare i cambiamenti occupazionali e di sviluppare strumenti in grado di accompagnare lavoratori e imprese nella transizione tecnologica.

Nel corso del suo intervento, il ministro ha inoltre sottolineato il ruolo dei dati e della collaborazione istituzionale per monitorare gli effetti delle trasformazioni tecnologiche sul mercato del lavoro. Calderone ha richiamato l'importanza di collegare il lavoro dell'Osservatorio sull'intelligenza artificiale, istituito presso il Ministero, con le informazioni e le banche dati dell'INPS, al fine di sviluppare un sistema di allerta precoce capace di individuare in anticipo i cambiamenti nelle competenze richieste e nella domanda di lavoro.

Tra i temi affrontati dal seminario figurano anche l'etica e la regolamentazione dell'intelligenza artificiale, lo sviluppo delle competenze, la formazione permanente e il futuro dei sistemi di welfare. L'iniziativa rappresenta un'occasione di confronto internazionale sulle trasformazioni del lavoro e sulle politiche necessarie per accompagnare i cambiamenti economici e sociali legati all'innovazione tecnologica.

Nel suo intervento, Calderone ha infine ribadito che l'obiettivo delle istituzioni deve essere quello di garantire una transizione inclusiva, nella quale l'innovazione tecnologica non si traduca in esclusione o perdita di diritti, ma in nuove opportunità per lavoratori e cittadini. Il ministro ha richiamato la necessità di preservare la continuità nei diritti previdenziali e nelle protezioni sociali, anche in un contesto caratterizzato da profonde trasformazioni del lavoro.

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