Calderoli contro sua moglie: la Lega è una guerra familiare
Calderoli e sua moglie Gancia si sfidano nella Lega, rappresentando visioni opposte. Scopri le tensioni interne e le polemiche del partito.
di Redazione Seconda Lettura 22 ottobre 2026 2 min di lettura
Forse non tutti i lettori ricorderanno che Roberto Calderoli e Gianna Gancia, esponente storica del Carroccio, si sono sposati nel 2015 a Narzole, in provincia di Cuneo. Sono passati oltre dieci anni da quel giorno e oggi i due rappresentano due visioni opposte all'interno della Lega: Calderoli è uno dei fedelissimi di Salvini, mentre Gancia ha guidato la rivolta di Collegno, contestando apertamente la leadership del segretario. «Capisco che avete culetti morbidi su cui appoggiare le vostre natiche. Ma la Lega di Umberto Bossi era altro», ha dichiarato, come riportato da Libero Quotidiano, scatenando le reazioni dei sostenitori del segretario.
Secondo quanto riportato dall'Huffington Post il 21 ottobre 2026, il ministro Massimo Garavaglia ha raccolto 80 firme per candidarsi contro Salvini al congresso straordinario della Lega previsto per il 24 e 25 ottobre. «È un miracolo, perché è iniziata la raccolta firme a 48 ore dalla presentazione delle candidature, contro tutta la struttura del partito che ha firmato per Salvini», ha dichiarato Garavaglia, sottolineando come la campagna per il congresso sia già entrata nel vivo.
Secondo un articolo dell'Espresso del 19 ottobre 2026, Gancia aveva già manifestato critiche nei confronti dell'attuale leadership, evidenziando la sua distanza dalla linea politica del segretario. La sua contestazione a Collegno non è stata un episodio isolato, ma il culmine di una lunga guerra fredda all'interno del partito.
Le polemiche non si sono limitate alla figura di Calderoli. La contesa tra Gancia e Riccardo Molinari, capogruppo a Montecitorio e uno degli autori della mozione congressuale, risale a San Valentino di dieci anni fa, quando Molinari decise di estrometterla dalla segreteria politica. Da allora, la sua influenza all'interno del partito è andata gradualmente diminuendo. Tuttavia, la sua recente rivolta ha riacceso il dibattito interno alla Lega, facendo emergere tensioni sopite da tempo.
La pressione delle regioni del Nord sulla segreteria nazionale della Lega si sta facendo sentire. Secondo quanto riportato da Affaritaliani, Riccardo Molinari ha presentato a Venezia una proposta di legge che estende le zone Zes, precedentemente destinate al Sud, anche alle regioni del Nord. Questa mossa rappresenta un tentativo di rispondere alle richieste dei territori settentrionali, che negli ultimi mesi hanno visto crescere il malcontento nei confronti della gestione centralizzata del partito. Molinari, capogruppo della Lega alla Camera, ha sottolineato l'importanza di sostenere le imprese e i territori del Nord attraverso strumenti economici concreti, in un momento in cui la pressione fiscale e la concorrenza internazionale stanno mettendo a dura prova il tessuto produttivo italiano.
Il congresso straordinario della Lega previsto per il 24 e 25 ottobre rappresenta un momento cruciale per il futuro del partito. Matteo Salvini punta a consolidare il suo potere, eliminando le figure intermedie e rafforzando il rapporto diretto con i militanti. Tuttavia, il ritorno di Massimo Garavaglia, sostenuto dall'anima più autonomista del partito, potrebbe rappresentare un ostacolo importante. La raccolta delle firme per la sua candidatura dimostra che esiste ancora una resistenza interna alla direzione attuale, e il congresso potrebbe trasformarsi in uno scontro decisivo per la leadership della Lega.
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