Vai al contenuto
lunedì 28 settembre 2026 Rivista di approfondimento politico Chi siamo Contatti Agensocial

Analisi lunghe, lavori parlamentari e idee·Una testata del network Agensocial

Politica

Carburanti, Di Vincenzo: «I consumatori hanno certo da guadagnare, ma a pagare non possono essere i Gestori»

Il presidente Fegica chiede regole sulle giacenze e un intervento istituzionale per accompagnare la discesa dei listini.

di Redazione 28 settembre 2026 3 min di lettura

Carburanti, Di Vincenzo: «I consumatori hanno certo da guadagnare, ma a pagare non possono essere i Gestori»

Il dibattito sul prezzo dei carburanti si riaccende dopo le iniziative di Eni e IP sul price cap, riportando al centro dell’attenzione il tema dei costi, dei margini e delle responsabilità lungo la filiera. In questo contesto, Seconda Lettura ha intervistato Roberto Di Vincenzo, presidente di Fegica, per fare chiarezza sull’impatto del tetto ai prezzi, sulla formazione del prezzo alla pompa e sul ruolo dei gestori.

La domanda centrale riguarda l’effetto del price cap sul mercato automobilistico e se esista un modello che possa essere esteso all’intero settore senza scaricare i costi sui gestori. Secondo Di Vincenzo, la risposta è affermativa, ma a una condizione fondamentale: che la riduzione del prezzo al pubblico non venga trasferita sui gestori, come invece starebbe avvenendo. Il presidente di Fegica sottolinea che qualsiasi decisione in tal senso deve essere politica, perché il prezzo finale è determinato da fattori che sfuggono al controllo della rete distributiva.

Formazione del prezzo e responsabilità dei gestori

Uno dei punti più controversi riguarda la formazione del prezzo alla pompa. Nell’immaginario collettivo, il gestore viene spesso percepito come colui che decide il prezzo finale, ma Di Vincenzo chiarisce che questa visione è profondamente errata. Il prezzo del carburante è il risultato di una serie di variabili che partono dalle quotazioni internazionali e si stratificano lungo la filiera.

Il presidente di Fegica spiega che circa il 50% del prezzo al pubblico è influenzato dalle quotazioni Platt’s, mentre il margine industriale e quello del gestore incidono per circa 3,5 centesimi/litro. La parte restante è composta da accise e IVA, elementi rigidi e fuori dal controllo sia dei consumatori sia dei governi, almeno nel breve periodo. In questo contesto, il margine del gestore rappresenta una quota minima e non può essere considerato la leva sulla quale intervenire per ridurre il prezzo alla pompa.

La posizione di Fegica sul price cap

La risposta di Fegica alle iniziative di Eni e IP non si limita a una posizione difensiva della categoria. Di Vincenzo evidenzia come già nel 2022 Faib e Fegica avessero elaborato un metodo per individuare e applicare un price cap che tutelasse sia i consumatori sia i gestori.

Il problema, secondo il sindacato, non è l’introduzione del tetto in sé, ma il modo in cui viene applicato. Se la riduzione del prezzo si traduce in una compressione dei margini dei gestori, il rischio è quello di mettere in difficoltà una parte della filiera senza affrontare le cause strutturali dell’aumento dei prezzi. Per questo motivo Fegica insiste sulla necessità di un intervento politico che definisca un quadro equo e sostenibile.

Reti delle grandi compagnie e operatori indipendenti

Il tema del price cap apre inevitabilmente una riflessione più ampia sulle diverse reti di distribuzione. La domanda riguarda la possibilità di creare un meccanismo generale che garantisca trasparenza, tutela degli automobilisti e concorrenza leale tra le diverse tipologie di rete.

Di Vincenzo è netto: il problema non è tecnico, ma politico. Esiste già un metodo per individuare un price cap equo, ma serve una scelta politica per trasformarlo in un provvedimento. In assenza di questa decisione, il rischio è che le iniziative dei singoli operatori si traducano in una competizione basata sul ribaltamento dei costi lungo la filiera, penalizzando soprattutto i gestori.

La questione del prezzo dei carburanti, quindi, si sposta dal terreno della contrapposizione tra consumatori e distributori a quello della politica energetica e della regolazione del mercato. Per Fegica, il punto centrale resta la definizione di un sistema che garantisca sostenibilità, tutela dei consumatori e rispetto dei diversi attori della filiera.

Temi Politica