Antisemitismo, Fiano: “Il Pd sta tradendo la sua storia. È una ferita che non si rimarginerà
L'antisemitismo preoccupa Emanuele Fiano, che critica il Pd per il suo silenzio e tradimento dei valori storici. Scopri la sua intervista ad Auschwitz.
di Redazione Seconda Lettura 3 ottobre 2026 2 min di lettura
Intervista ad Emanuele Fiano, ex deputato del Pd e presidente di Sinistra per Israele.
Perché il Pd ha deciso di votare contro?
«Me lo chiedo anch’io. E, soprattutto, mi chiedo perché in queste settimane ci sia questo silenzio. Il Pd ha sempre combattuto l’antisemitismo, ma su questo ddl c’è stato un irrigidimento che non capisco. Forse qualcuno pensa che questa legge possa limitare la critica a Israele. Ma non è così. Il ddl prevede unicamente la prevenzione, non reati o pene. Forse, come dice qualcuno, non serve una legge apposita, ma se la si valuta inutile, non si vota contro, ci si astiene».
Perché allora c’è tutta questa opposizione?
«Purtroppo, in questi anni, alcune posizioni dell’estrema sinistra hanno avuto spazio nel nostro partito. Ci sono persone che sostengono che non ci sia ragione di tutelare gli ebrei con una legge speciale. Io credo che sia una posizione che non sta né in cielo né in terra, ed è frutto di ignoranza. Se poi si vuole fare una battaglia di principio, non ce la si può prendere con gli ebrei. Ho sentito dire che questa legge non servirebbe perché non è come il nazismo. Ma non possiamo aspettare che si arrivi a quel punto. Anche il M5S ha cambiato idea sull’invio delle armi all’Ucraina, ma quella posizione era contraria ai nostri valori occidentali. Qui stiamo parlando di un problema di razzismo che sta crescendo in Italia».
Secondo lei, si può ancora definire il Pd un partito di sinistra su questo tema?
«Mi fa male dirlo, ma su questo tema il Pd sta tradendo la sua storia e i suoi valori. Io sono sempre stato di sinistra, e ho sempre votato Pd. Ma se il partito continua su questa strada, dovrò chiedermi se è ancora il mio partito. Non si può difendere l’antisemitismo per calcolo politico. Se continuiamo a piegare la nostra identità ai calcoli sulle alleanze, finiremo per snaturarci».
L’intervista è stata raccolta ad Auschwitz, dove Fiano si trova per un incontro del Comitato internazionale.
«Sono qui ad Auschwitz, dove 75 anni fa mio padre ha vissuto una parte della sua storia, e guardo con preoccupazione a quello che sta succedendo in Italia. Gli episodi di antisemitismo sono quadruplicati negli ultimi tre anni, e il Pd non ha ancora preso una posizione chiara su questo ddl. Questo rappresenterebbe una ferita che non si rimarginerebbe. Non riesco a capire perché il Pd, il partito che ha sempre combattuto l’antisemitismo, oggi si trovi dall’altra parte. Nel 2025 in Italia ci sono stati circa 950 casi di antisemitismo, un numero enorme. Io credo che il partito stia facendo un errore strategico, anche perché ha sempre approvato la definizione di antisemitismo in vari contesti. Fassino, Quartapelle, Delrio, tra gli altri, avevano proposto leggi simili. Questo ddl non impedirebbe a nessuno di criticare il governo di Israele. Mi chiedo come possa il Pd essere contrario a un ddl che affronta un problema di razzismo crescente nel nostro Paese».
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